Il Clan Karif racconta Nairobi

Il Gruppo Scout Rimini 3 ringrazia ancora per il sostegno alla realizzazione della Route in Kenya che ha avuto luogo tra il 17 e il 31 Luglio 2018. Il progetto di crowdfunding presentato sulla piattaforma Eticarim ci ha infatti permesso di raccogliere fondi da svariati donatori.
Il Clan KARIF, del Gruppo Scout RIMINI 3 – Parrocchia S. Andrea all’Ausa ha realizzato le proprie attività di servizio educativo e solidarietà in collaborazione con l’Associazione AMANI presso le strutture della Comunità di Koinonia a Nairobi (capitale del Kenya).
Hanno partecipato alla Route 19 ragazzi e 3 educatori oltre ad un accompagnatore della
Associazione Amani.

Le attività sviluppate e i luoghi di realizzazione
Abbiamo soggiornato per larga parte del periodo presso la struttura Kivuli Centre e
presso Anita’s Home entrambe strutture di accoglienza e recupero per ragazzi e ragazze provenienti dalla strada e dall’esperienza di street children . Il Kivuli Centre , oltre che luogo ove incontrare e condividere parte delle nostre giornate con i ragazzi di strada, è stato il punto di partenza per le visite, gli incontri e le attività di animazione in altre realtà della Comunità di Koinonia, che hanno caratterizzato questo intenso periodo a Nairobi.

Di seguito il dettaglio:

Mother House è un Rescue Centre non lontano da Kivuli. I Rescue Centres sono 4
centri di prima accoglienza e soccorso per le bambine e i bambini che, negli immensi
quartieri di Kibera e Kawangware, sono ancora costretti a sopravvivere per strada
senza la cura nè l’affetto di un adulto. Qui abbiamo, fin dal primo giorno, vissuto
momenti di incontro, animazione e gioco con i bambini e le bambine accolte. La
conoscenza reciproca, il gioco e la condivisione di momenti e tempi, tra cui anche i
pasti, costituiscono parte del percorso educativo e di recupero dei minori accolti.

Ndugu Mdogo è anch’esso un Rescue Centre con soli minori maschi. Anche in
questo caso il gioco, il calcio, la musica, la condivisione dei pasti e della loro
preparazione, sono stati i catalizzatori di due giornate insieme. In questo centro
abbiamo potuto conoscere in particolare Jack, educatore di strada e profondo
conoscitore del fenomeno degli Street Children , che ha condiviso con noi la sua
esperienza e le linee educative realizzate da Koinonia e dai suoi operatori.

Mlango Kubwa. Si tratta di una zona degradata dove si trovano molti ragazzi e
ragazze di strada che sniffano sostanze. Abbiamo trascorso due mattinate con loro e
con gli operatori di Koinonia, giocando a pallone e distogliendoli dal degrado,
condividendo un momento di gioia e gioco in un ambiente degradato e
disumanizzante, contribuendo al percorso di conoscenza, costruzione di fiducia e
legami nonchè di proposta di una nuova vita, portato avanti dagli educatori di
Koinonia.

Tone la Maji. Centro rieducativo e di formazione per i ragazzi di strada, fase
successiva ai Rescue Centres. Oltre che condividere momenti di quotidianità e di
conoscenza del percorso di recupero anche attraverso il lavoro agricolo, abbiamo
condiviso l’esperienza Scout con i ragazzi presenti e insegnato loro alcune tecniche
Scout e di montaggio delle tende oltre che condividere con loro momenti di gioco e
di conoscenza dell’ambiente naturale circostante.

Home Visit. Si tratta di una attività di incontro con le famiglie di origine e, se
possibile di reinserimento, dei ragazzi e delle ragazze di strada. E’ stata una preziosa
occasione di conoscenza delle situazioni familiari, di facilitazione nella ricostruzione
dei legami tra figli e genitori e di dono di alcuni aiuti di beni di prima necessità
acquistati dal Clan Karif.

Paolo’s Home . E’ una realtà dedicata in particolare ai bambini con disabilità.
Abbiamo condiviso momenti di incontro e conoscenza delle attività e degli obiettivi
educativi e di assistenza con gli operatori e momenti di gioco con i bambini presenti.
I bambini provengono in larga parte da Kibera, il più grande slum dell’Africa
Sub-Sahariana, tra i più grandi al mondo. Il progetto è sostenuto dalla Ong Riminese
“Cittadinanza Onlus”.

Kibera . E’ stato fondamentale visitare questo luogo per comprendere cosa significhi
vivere in uno dei più grandi slum del mondo e conoscere uno dei principali contesti
di provenienza dei minori accolti nella comunità di Koinonia. Accompagnati dagli
operatori di Koinonia abbiamo potuto toccare con mano questa realtà e l’umanità
che ogni giorno vive e sopravvive in questo luogo.

– Presso Anita’s Home (centro dedicato all’accoglienza di sole bambine e ragazze),
dove abbiamo soggiornato alcuni giorni, su richiesta di Amani e Koinonia abbiamo
dapprima progettato e poi acquistato tutti i materiali per realizzare un’area gioco
che abbiamo lasciato al centro di accoglienza, oltre che condividere con loro
momenti di gioco e di quotidianità quali la gestione della cucina e dei pasti e
l’accompagnamento alla vicina scuola da loro frequentata (dove siamo stati
caldamente accolti dalla Preside e dalla formazione Scout locale). Ad Anita vivono
25 bambine e ragazze insieme a due famiglie keniane che si prendono cura di loro
come se fossero delle figlie. Il modello di accoglienza è quello della
comunità-famiglia, segno di un preciso stile di vita e di condivisione.

I referenti / educatori del Clan ed il Clan Karif